Lorenzo Calogero (Melicuccà, 28 maggio 1910 – Melicuccà, 25 marzo 1961) è stato un poeta italiano, la cui figura è avvolta da un alone di tragicità e mistero. Calogero visse un’esistenza segnata dalla solitudine e da crescenti disturbi psichici. Si laureò in medicina nel 1937 ed esercitò brevemente la professione di medico condotto, ma le sue patofobie e nevrosi giovanili condizionarono profondamente la sua vita, portandolo a frequenti ricoveri e a un isolamento quasi totale nel paese natale. La sua vita terminò tragicamente il 25 marzo 1961, in circostanze mai del tutto chiarite. Accanto al suo corpo fu trovato un biglietto con la laconica e inquietante richiesta: “Vi prego di non essere sotterrato vivo”.

Calogero è stato riscoperto e valorizzato postumo, grazie soprattutto alla pubblicazione delle sue “Opere Poetiche” da parte di Lerici Editore, in due volumi negli anni ’60. Poi pubblicato anche da Rubbettino e da Donzelli. Nel 2024 Lyriks Editore ha pubblicato un volume, con traduzione inglese a fronte, delle maggiori opere poetiche di Calogero ed ha ideato e diretto la Festa della Poesia a Melicuccà. Oggi Calogero è considerato una voce unica e inclassificabile nel panorama della poesia italiana del Novecento, un poeta “assoluto”.

Francesco Gangemi (1906 – 2002) è stato un sacerdote, giornalista e prelato di Reggio Calabria. Ordinato sacerdote nel 1930.

La sua opera più significativa è stata la fondazione del “Piccolo Museo San Paolo”, avvenuta negli anni ’70 e inaugurata nel 1992. Il museo custodisce la preziosa collezione d’arte che Gangemi stesso ha raccolto nel corso della sua vita. La collezione include opere d’arte di inestimabile valore, come dipinti (attribuiti anche a maestri come Antonello da Messina, Cima da Conegliano e Raffaello), sculture, argenti e una vasta raccolta di icone provenienti da vari paesi.

Oltre all’attività religiosa e culturale, è stato anche un autore di pubblicazioni e testi teatrali, un musicista e un profondo conoscitore del greco antico e del latino.
Ha curato una raccolta di poesie sulla Calabria dalla quale estraiamo alcuni componimenti.
Potete consultare la raccolta completa al link
https://www.museosanpaolo.it/1951-calabria-mia-mons-francesco-gangemi/

L’Aspromonte nei versi di Rita Saladino
a cura di Francesco D’Aleo

Rita Saladino nasce a Reggio Calabria nel 1970. È un Dirigente Biologo con diversi anni di servizio ed opera presso l’Unità Operativa di Tipizzazione tissutale al GOM – Grande Ospedale Metropolitano del capoluogo reggino. Persona sensibile ed acuta, racchiude nelle sue liriche il vissuto di una donna forte e determinata capace attraverso i propri versi di fornire una lettura attenta e puntuale del mondo che ci circonda. Le poesie di Rita vanno lette lentamente e con il cuore cogliendo e raccogliendo ogni singola parola.

“Ho colto l’occasione per seguire le tracce di un percorso umano, attraverso versi densi e consistenti che parlano all’anima ed esprimono i movimenti del cuore, punto di partenza per un’esplorazione poetica” dalla prefazione di Rosa Anna Salamone.

 

Demetrio Ferrara (1926-2000)
Demetrio Ferrara era noto a tutti come il Poeta Balia. Uomo di cultura, parlava il tedesco e componeva poesie. Aveva un chiosco di libri usati a piazza san Giorgio sul Corso che resistette almeno 30 anni a partire dagli anni ’60, durante i quali andava spesso nelle palazzine popolari e recitava, per le frotte di bambini che gli andavano intorno, versi della Divina Commedia.

Nella Reggio che cerca di risollevarsi dopo la Seconda Guerra Mondiale ed i relativi bombardamenti, il Poeta Balia si inventa questo commercio di libri usati per – lui dice- aiutare le famiglie in un momento di difficoltà. Non sa che sta diventando il protagonista di un centro di attrazione culturale fra i più singolari della città dello Stretto. Il Poeta Balia, infatti, in breve tempo diventa il punto di riferimento degli studenti che vendono e comprano presso di lui i libri usati per la scuola. Il chiosco del Poeta Balia diventa, allo stesso tempo, un punto di incontro singolare e bizzarro grazie all’attrazione che il Poeta suscita nella recita della Divina Commedia, nell’uso della lingua tedesca, nelle esibizioni canore che hanno per oggetto le sue composizioni ingenue, fresche, delicate. La figura del Poeta Balia appartiene ormai al mondo dei ricordi belli e teneri di una Reggio che non esiste più, e suscita nel ricordo dei reggini dai capelli grigi tanta nostalgia.
Un personaggio della Reggio Calabria di tanti anni fa che non esiste più. Il suo estro poetico lo portò a comporre negli anni ’60 una ballata sull’Aspromonte che vi proponiamo per la sua originalità. Il commento è dello studioso prof. Franco Mosino, scomparso nel 2015

Da “Giuseppe Cantarella Il Poeta Balia, Città del Sole 2014”

 

Natale Cutrupi (1937-2024) rappresenta una figura di spicco nel panorama culturale di Reggio Calabria. Architetto di professione, la sua passione per la storia e le tradizioni locali lo ha portato a diventare un prolifico poeta, scrittore e saggista, nonché un attento collezionista. La sua opera si configura come un prezioso contributo alla conservazione della memoria storica e linguistica della Calabria meridionale.
Durante la propria vita ha saputo coniugare la sua attività professionale di architetto con un’intensa produzione culturale. La sua conoscenza del territorio e la sua sensibilità artistica si sono fuse in una narrazione che spazia dalla poesia in vernacolo alla saggistica storica. La sua produzione letteraria è caratterizzata da un profondo amore per la sua terra e da un’attenzione particolare alla salvaguardia delle tradizioni popolari.

Il poeta del vernacolo
La poesia in vernacolo rappresenta una parte significativa dell’opera di Cutrupi. Attraverso i suoi versi, ha saputo catturare l’essenza dell’anima popolare reggina, restituendo immagini vivide e suggestive di un mondo in trasformazione. La sua poesia è un omaggio alla lingua dialettale, considerata un patrimonio da preservare e tramandare alle future generazioni.

Da “I me’ sonetti” ecco “Veni ‘ntà ll’Asprumunti”

 

Gilda Trisolini (1924-1996) è nata a Reggio Calabria. Laureatesi, giovanissima, prima in Lettere e poi in Filosofia, ha insegnato per quarantacinque anni al Liceo Classico Tommaso Campanella di Reggio Calabria.
Gilda Trisolini emerge come una figura cardine nel panorama culturale di Reggio Calabria, lasciando un’eredità indelebile sia come poetessa di spicco del XX secolo, sia come infaticabile animatrice culturale. Il suo percorso letterario, inaugurato nel 1962 con la raccolta “Le mura cadono” e arricchito da opere come “La vita divisa”, testimonia una voce poetica intensa e profonda.
Per oltre quarant’anni, il Circolo culturale Rhegium Julii ha visto in lei un punto di riferimento, grazie alla sua capacità di animare cenacoli e serate culturali, tessendo una fitta rete di contatti con importanti intellettuali dell’epoca. Nonostante il riconoscimento tributatole dalla città, che le ha dedicato una via, gran parte del suo patrimonio letterario rimane custodito in collezioni private, mentre il figlio conserva con cura la documentazione dei suoi preziosi interscambi culturali.

Dalla raccolta “Il tempo rallentato” ecco una poesia ispirata all’Aspromonte.

 

Nicola Giunta (Reggio Calabria, 4 maggio 1895 – 31 maggio 1968) fu uno scrittore e poeta dialettale italiano. Figura poliedrica e attivamente coinvolta nella vita pubblica di Reggio Calabria durante il Novecento, abbandonò gli studi liceali per trasferirsi a Napoli, dove inseguì la sua vocazione artistica come attore lirico. Tornato nella sua città natale e lasciata la carriera di cantante, si dedicò alla scrittura, concentrandosi soprattutto sulla poesia in dialetto.

La sua ricca produzione poetica è stata organizzata e raccolta in diverse opere. Sebbene sia noto principalmente per le sue poesie satiriche indirizzate ai concittadini, Giunta compose anche liriche ispirate alla natura, celebrando paesaggi, montagne e il mare. Tra i temi a lui più cari spicca l’Aspromonte, protagonista di un’intera raccolta intitolata “I canti d’Aspromonte” dalla quale traiamo tre poesie.