Il secondo risveglio: le fioriture autunnali dal mare alle cime d’Aspromonte

di Luigi Torino e Valentina Lucia Astrid Laface

Quando le prime piogge interrompono la lunga estate mediterranea, la natura della montagna aspromontana sembra risvegliarsi per una seconda volta. Dopo mesi di siccità, il terreno torna a respirare e numerose specie vegetali approfittano dell’umidità autunnale per emergere e completare il proprio ciclo vitale. È una primavera al contrario, meno appariscente ma non meno affascinante. L’Aspromonte, che in pochi chilometri passa dalle spiagge dello Stretto alle vette prossime ai 2.000 metri del Montalto, offre una straordinaria varietà di ambienti. Dalle dune costiere alle faggete montane, ogni fascia altitudinale custodisce un patrimonio floristico che rende questo territorio uno dei principali hotspot di biodiversità dell’Italia meridionale.

Dalle coste alle colline: il risveglio dell’autunno tra dune, macchia e geofite

Lungo le coste reggine e nelle prime fasce collinari, l’autunno segna un vero e proprio ritorno della vita vegetale dopo la lunga pausa estiva. Tra dune, ambienti salmastri, garighe e versanti assolati, le prime piogge restituiscono colore a paesaggi che per mesi sono apparsi aridi e silenziosi.

Sulle spiagge e nei sistemi dunali fiorisce il giglio di mare (Pancratium maritimum L.), simbolo della vegetazione costiera mediterranea, accompagnato dalla scilla marittima (Squilla pancration Steinh.), che emerge nelle aree più aperte e spesso interessate dagli incendi estivi. Accanto alle specie autoctone trova spazio anche l’asclepiade palloncino (Asclepias physocarpa (E.Mey.) Schltr.), pianta africana su cui depone le uova la farfalla migratrice Danaus chrysippus (Linnaeus, 1758). Procedendo verso l’interno, tra oliveti, macchia mediterranea e terreni incolti, compaiono le prime fioriture della velenosa mandragora autunnale (Mandragora autumnalis Bertol.), della speronella comune (Delphinium halteratum Sm. subsp. halteratum) e della masticogna laticifera (Carlina gummifera (L.) Less.), perfettamente adattate ai terreni poveri e sassosi.

È tuttavia nelle colline più aride e negli ambienti aperti che l’autunno raggiunge uno dei suoi momenti più spettacolari. Qui dominano le geofite, piante che trascorrono la stagione secca sottoterra e che, con l’arrivo dell’umidità, emergono improvvisamente dando vita a una fioritura tanto effimera quanto straordinaria. Tra le specie più rappresentative figurano il colchico di Bivona (Colchicum bivonae Guss.) e il colchico di Cupani (Colchicum cupanii Guss. subsp. cupanii), splendidi e tuttavia mortali se confusi con lo zafferano selvatico, il narciso miniato (Narcissus miniatus Donn.-Morg., Koop. & Zonn.), la scilla autunnale (Prospero autumnale (L.) Speta) e il raro muscari a fiori piccoli (Muscari parviflorum Desf.).

Verso le cime: le inattese fioriture autunnali dell’Aspromonte

Salendo di quota il paesaggio cambia profondamente. Le colline lasciano spazio a pascoli, affioramenti rocciosi e boschi sempre più estesi, creando una straordinaria varietà di microambienti in cui l’autunno continua a regalare fioriture sorprendenti.

Nella fascia dell’alta collina una delle protagoniste indiscusse è la sternbergia (Sternbergia lutea (L.) Ker Gawl. ex Spreng.), che illumina prati e pendii con le sue vivaci corolle gialle. Accanto ad essa si incontrano il garofano selvatico (Dianthus virgatus Pasq.), il particolare gigaro a foglie sottili (Biarum tenuifolium (L.) Schott) e le euforbie (Euphorbia dendroides L. ed Euphorbia rigida M.Bieb), capaci di invertire il proprio ciclo vegetativo rispetto a molte altre specie mediterranee.

Oltre i mille metri il paesaggio assume caratteristiche quasi centroeuropee. Le faggete, le pinete e le radure dell’Aspromonte ospitano alcune delle fioriture autunnali più affascinanti dell’Italia meridionale. Il sottobosco si colora grazie ai tappeti del ciclamino napoletano (Cyclamen hederifolium Aiton), mentre nelle aree aperte compare lo zafferano autunnale (Crocus longiflorus Raf.). Tra le specie più sorprendenti spicca il bucaneve della regina Olga (Galanthus reginae-olgae Orph.), raro bucaneve che fiorisce in autunno anziché in inverno.

Specie rare e orchidee spontanee

L’autunno reggino custodisce anche alcune delle piante più rare della flora regionale. Il ranuncolo rosulato (Ranunculus bullatus L.) forma piccole rosette aderenti al terreno e fiorisce nei prati semiaridi. Particolarmente interessante è l’aglio di Pentidattilo (Allium pentadactyli Brullo, Pavone & Spamp.), endemismo esclusivo della Calabria meridionale. Vive nelle fessure delle rupi più aride e rappresenta uno degli elementi più caratteristici e vulnerabili della flora aspromontana. Completano questo gruppo di specie di pregio Fagonia cretica L. e Soda oppositifolia (Desf.) Akhani, specie alofila estremamente localizzata e legata agli habitat costieri salmastri.
Anche se le orchidee spontanee evocano la primavera, due specie fioriscono proprio in autunno. La più caratteristica è la treccia di dama (Spiranthes spiralis (L.) Chevall.), facilmente riconoscibile per i piccoli fiori disposti a spirale lungo lo stelo. Rara e localizzata, rappresenta una delle gemme botaniche dei prati aridi e delle pinete aperte.

Un patrimonio da conoscere e proteggere

Le fioriture autunnali mostrano un volto poco conosciuto dell’Aspromonte. Mentre gran parte della vegetazione mediterranea rallenta la propria attività, molte specie attendono le prime piogge per crescere e fiorire quando la competizione è minore. Camminare in Aspromonte tra settembre e novembre significa quindi scoprire una biodiversità sorprendente, fatta di specie rare, endemismi e paesaggi in continua trasformazione. Un patrimonio naturale prezioso che merita di essere conosciuto, rispettato e conservato.

Bibliografia

  1. Spampinato G. (2014). Guida alla Flora dell’Aspromonte. Laruffa Editore, Reggio Calabria. ISBN 978-88-7221-707-8.
  2. Brullo S., Scelsi F., Spampinato G. (2001). Vegetazione dell’Aspromonte. Laruffa Editore, Reggio Calabria.
  3. Parco Nazionale dell’Aspromonte. Flora del Parco Nazionale dell’Aspromonte.
    https://www.parconazionaleaspromonte.it/pagina.php?id=32
  4. Bernardo L., Maiorca G., Peruzzi L. e collaboratori (2011). Flora Vascolare della Calabria. Prodromo. Informatore Botanico Italiano, 43(2), 185-332.
  5. Bartolucci F. et al. (2018 e aggiornamenti). An updated checklist of the vascular flora native to Italy. Plant Biosystems. https://doi.org/10.1080/11263504.2017.1419996