Non l’ho scoperta io questa grotta, sono stato un semplice ripetitore. D’altronde in Aspromonte, dove ogni luogo conserva, a chi sa osservare, segni dell’uomo, difficilmente si può vantare qualche primato del genere. Quando scalai Pietra Cappa alla fine degli anni ’80 credevo di essere stato il primo ma resti di manufatti trovati in cima e Bastiano Codespoto che vi saliva tranquillamente, suonando la ciaramedda e accompagnandovi le capre, mi tolsero ogni vanagloria. Capii pertanto che era più importante cercare di comprendere cosa quel sito poteva raccontare. E quando, di frequente, le mie competenze non sono sufficienti per leggere i segni dell’uomo, mi sono sempre rivolto agli esperti del settore. Studiare, con la collaborazione, col coinvolgimento di vari specialisti e condividere con tutti gli esiti delle ricerche.
Con tali intenti nel 1992/1993 mi occupai di alcune grotte del monte Consolino con l’aiuto dello speleologo Vincenzo Tassone e dell’architetto Nunzio Tripodi. Su tali indagini, sollecitato dal prof. Domenico Minuto, all’XI Incontro di Studi Bizantini presentai una relazione con planimetrie e foto che trovate quì https://www.laltroaspromonte.it/3d-flip-book/esplorazione-delle-grotte-del-monte-consolino/.
Negli affreschi presenti nella grotta di Sant’Angelo notammo delle tracce di garze. Ci spiegarono poi che potevano essere stati tentativi di “strappo”, di furto del dipinto. Se consideriamo anche l’esposizione degli affreschi agli agenti atmosferici e l’assenza di tutela credo che le mie immagini siano forse le ultime e uniche di tali opere. Buona visione.

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