Una immagine (foto 1) del ponte di Avrèu (fiumara Bonamico – San Luca) pubblicata sul profilo dell’amico Domenico Giorgi mi dà lo spunto per alcune note. Il ponte crollò per l’alluvione del 1972/73 (foto 2), come scrive Fortunato Nocera ne “La valle del Bonamico”, tant’è che quello che ne rimane è un mozzicone della spalletta in riva destra (foto 3). Da tempo i pastori che frequentavano l’alta valle del Bonamico (il ponte non si trovava sotto Pietra Castello come scrive Domenico Giorgi ma ben più a monte) si erano adattati a traversare il poco docile torrente con passerelle di fortuna (foto 4). Ma ormai non c’è più nessuno e l’unico presidio, seppur sporadico, è offerto da Filippo Pelle detto Palea (foto 5) che cura e tiene in vita quello che da tempo immemore era l’ovile della sua famiglia, in uno dei luoghi ora tra più remoti della vallata ma posto lungo l’antico percorso che da San Luca raggiungeva il santuario della Madonna della Montagna a Polsi. E in ultimo l’etimologia Avrèu: F. Nocera lo riporta come Judeu e quindi come Ebreo. Che cosa ci facessero gli ebrei in quel luogo non mi è dato sapere ma, si sa, l’Aspromonte ha visto tanti popoli …

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