Nel 2004, impegnato nella cura del libro “Segni dell’uomo nelle Terre Alte d’Aspromonte”, ero alla ricerca di foto d’epoca sulla nostra montagna. In particolare sui “romiti”. Mi aiutò il garbato preside Angelo Rechichi (detto Nino) che nel 1945 si recò a Polsi. Ecco il suo racconto:

“L’escursione è avvenuta nell’estate del 1945 ed è durata tre giorni. Partecipanti cinque appassionati della montagna. Li può vedere nella foto Polsi1, cominciando da sinistra.

1) Pasquale Versace, neolaureato in medicina.
2) Arcangelo Frisina, muratore. Uno dei migliori artigiani di Delianova,
3) Il sottoscritto, neolaureato in Scienze Politiche,
4) Espedito Battista, calzolaio,
5) Pasquale Leuzzi, calzolaio.

Al centro un frate cercatore del convento, una specie di fra Galdino dell’epoca.
Partenza alle 2 di notte, breve sosta sui piani di Carmelia attorno alle 3,30, e proseguimento per Montalto, per ammirare il sorgere del sole, attorno alle 6,30 (foto Polsi2).
Da Montalto a Polsi. Arrivo nel pomeriggio. Accolti dal Priore don Antonino Pelle e foto davanti al Santuario (foto Polsi3). Il Priore ha celebrato Vespero per noi e i due ragazzi seduti per terra nella foto, con relativa predica, e poi ci ha offerto una lauta cena. Un ricordo flash; il barile del vino era sistemato su due cavalletti a croce di Sant’Andrea, alla fine della tavola come si usava allora nelle cantine.
Dormiamo nel convento ed il mattino dopo, foto sul terrazzo col frate cercatore, breve sosta alla fontana (foto Polsi4), e via per le montagne dirimpetto, quelle di San Luca. Il Priore ci aveva indirizzato alle mandrie della Madonna ed i pastori ci preparano la “mpanata”, (foto Polsi5 e Polsi6) ricca colazione di siero, ricotta appena affiorata dal caldaio e pane di segale.
Proseguiamo diretti alla fiumara di Ferraina, dove troviamo quattro nostri compaesani occupati a “lavorare la montagna”, secondo il gergo di allora. Tagliare cioè i boschi e mandare i tronchi alle loro segherie a Delianova. (foto Polsi7). I due in camicia bianca sono Nicola Carbone quello più in alto, e Domenico Leuzzi, destinato, negli anni a venire, a diventare il Berlusconi del commercio di legname; ai lati della foto i fratelli Tripodi. Ne ricordo ancora i nomi e la festa che ci hanno fatto all’arrivo. Cena di carne d’agnello alla brace e vino in abbondanza. Attendati, si fa per dire, in una capanna di frasche di faggio. Al mattino colazione e viaggio di ritorno per i monti, con qualche momento di relax per tirare le orecchie a mastro Espedito (foto Polsi8). Era il giorno del suo compleanno e si davano tante tirate di orecchie quanto erano gli anni compiuti. Questo era il “Birthday to you” di allora e in qualche parte penso si usi ancora. Arrivo all’imbrunire al paese, stanchi morti, ma felici.

P.S. A Polsi c’ero andato una diecina di anni prima per la festa di settembre coi miei genitori, ma quella era stata un’esperienza diversa. Alla pace che le ho descritto sopra faceva da contrapposto una confusione, un urlare, un suono di tamburelli, una sporcizia, un cattivo odore che mi fa venire la pelle d’oca ancora adesso.
Unico momento d’incanto, a notte fonda, quando le montagne che circondano Polsi si sono accese, quasi da sole, di mille luci. Un piccolo grande Presepe di alberi veri, di pastori veri, che la natura incontaminata ci offriva gratis. Ma questo, se vuole, glielo racconterò un’altra volta.”
Purtroppo non fece in tempo perché qualche anno fa il caro Nino ci ha lasciati. Rimane la testimonianza di un altro Aspromonte.

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