Alla fine degli anni ’80 iniziai, con la cooperativa Nuove Frontiere, a organizzare gite ed escursioni in Aspromonte. Una delle mete che proponevamo alle scolaresche era Pentidattilo. In quel borgo, abbandonato da alcuni anni, erano venuti ad abitare dei giovani con l’intento di rivitalizzarlo. Volli coinvolgerli nelle mie attività e per rendere più intrigante la visita a Pentidattilo chiesi loro di sceneggiare a mo’ di cantastorie la strage degli Alberti. Da artisti quali erano realizzarono dei coloratissimi pannelli che usarono, nella platea en plein air del castello, per rappresentare la tragica vicenda: fu un successo!

La collaborazione divenne amicizia e conobbi Alex Buchberger, pittore austriaco che trasformò una vecchia casa in galleria d’arte; Rossella Aquilanti che da Viterbo si era licenziata dalle Poste (all’epoca il posto alle Poste era la sicurezza economica garantita) per acquistare casa a Pentidattilo e vivere dei lavori di tessitura ed anche altri personaggi originali. Seguirono anni di iniziative, eventi che resero sempre più vivo il paese. La loro presenza, purtroppo, non fu ben vista dalla ndrangheta che incendiò alcune case costringendo Alex e gli altri pochi abitanti ad andare via. Il fuoco però non distrusse la speranza e la tenacia di Rossella che dopo oltre 30 anni è tornata a vivere nella sua casa di Pentidattilo: coltiva l’orto, offre ospitalità semplice, pietanze genuine all’ombra di una pergola più sontuosa di un baldacchino regale, alleva un piccolo gregge di capre con l’aiuto di Maka, giovane maliano. Unici abitanti del paese. Tutto con una serenità disarmante.

 

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